Di recente un politico ha dato delle “puttane” ai giornalisti. Un’offesa soprattutto nei confronti delle puttane (i giornalisti a volte un po’ lo sono, bisogna ammetterlo).
Ma il disprezzo con cui è stata pronunciata la frase non tiene conto della narrazione che è stata fatta nei secoli di queste donne – cortigiane, meretrici, prostitute, escort o, appunto, puttane che dir si voglia.
Narrazione che, per esempio, le ha viste protagoniste della letteratura e dell’arte dell’Ottocento e di parte del Novecento. La prostituta è stata descritta come una sorta di eroina, bellissimo fiore nato nella melma e destinato a durare lo spazio di un mattino, a volte ingenua dal cuore d’oro, altre volte ambigua e sfuggevole. L’occasione per questa riflessione mi è venuta da un romanzo del grande autore francese Honoré De Balzac: “Splendori e miserie delle cortigiane”. Ecco la mia video-recensione.

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