Gli smart glasses possono contribuire ad abbattere le barriere della disabilità.
Dopo gli occhiali che possono aiutare i non udenti a capire cosa sta dicendo l’altra persona, sono stati lanciati sul mercato iSee, i primi occhiali che permettono a chi è privo di vista di rilevare lo spazio intorno fino a quattro metri di distanza. In questo modo aumenta la sua autonomia ed è più sicuro negli spostamenti.
A lanciarli è iVision Tech S.p.A., una PMI Innovativa attiva nella progettazione e produzione di montature di occhiali da vista e occhiali da sole in acetato, nonché di occhiali combinati, proprietaria degli storici marchi dell’occhialeria francese d’alta gamma “Henry Jullien”.
L’occhiale è stato interamente progettato da un team guidato direttamente da iVision Tech con il contributo di un gruppo di persone prive della vista. A dicembre iniziano le prevendite sulla piattaforma e-commerce isee-one.com, mentre a febbraio 2025 verrà presentato al grande pubblico in occasione del Salone internazionale dell’occhialeria Mido di Milano.
Come funziona l’occhiale per non vedenti
Integrando tecnologie di ultima generazione, si legge in un comunicato aziendale, il dispositivo sfrutta sensori avanzati e strumenti audio altamente sofisticati per rilevare ostacoli fino a una distanza di quattro metri. Questo risultato è reso possibile da un sistema di algoritmi che analizza e rielabora l’ambiente circostante, generando una mappatura precisa trasmessa all’utente tramite segnali acustici intuitivi.
Smart glasses e disabilità: così gli occhiali tecnologici aiutano le persone
In generale gli smart glasses rappresentano un’innovazione significativa per le persone con disabilità, perché offrono nuove opportunità di integrazione e autonomia. Questi dispositivi possono migliorare la qualità della vita di chi ha disabilità visive, uditive o motorie. Ad esempio, i sensori e le telecamere integrate possono riconoscere oggetti e testi, trasformandoli in audio per chi ha problemi di vista.
Per le persone con disabilità uditive, gli smart glasses possono convertire il suono in testo, facilitando la comunicazione in tempo reale.
Inoltre, alcuni modelli sono dotati di assistenti vocali avanzati che permettono di effettuare chiamate, inviare messaggi e gestire diversi dispositivi domotici.
In ambito motorio, i comandi vocali o i gesti possono sostituire le interazioni fisiche.
Gli sviluppatori stanno lavorando per rendere questi dispositivi sempre più accessibili e personalizzabili. In futuro, gli smart glasses potrebbero diventare strumenti essenziali per abbattere le barriere dell’accessibilità.

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