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San Francisco, gli affamati e i folli (quelli veri)

Davanti alla sede di Twitter, a San Francisco, ho visto un ragazzo che fumava crack mentre un altro giaceva ai suoi piedi svenuto, o forse morto. Tutt’intorno altri disperati, centinaia, migliaia di disperati. Lo sapevamo e ne avevamo letto e scritto, però vederli lì tutti insieme, dal vivo e da vicino, mi ha fatto male: San Francisco, la terra dell’innovazione (anche se l’innovazione più che altro risiede una sessantina di miglia più in là, nella Silicon Valley), è anche la patria degli homeless. Ho visto di tutto a Tenderloin, il “loro” quartiere: giovani, vecchi, bianchi, neri, ragazzine, donne, anziane…Molti evidentemente drogati, altri impazziti a causa della droga o del vivere in strada, molti malati. Camminano in Market Street e nei vicoli laterali senza una meta, giorno e notte, vestiti di sporco e di stracci, parlano tra loro, ogni tanto scoppiano in urla sconnesse e si aggrediscono l’un l’altro, qualcuno finisce nelle mani della polizia. Non chiedono nemmeno più l’elemosina, camminano e urlano, o guardano imbambolati un punto fisso. Un’umanità dolente, riunita in una folla di dimensioni sproporzionate. Sono concentrati in Tenderloin, ma se ne ritrovano puntualmente piccoli drappelli di rappresentanza anche in altri quartieri con una migliore fama, dall’ex area degli hippie in Haight Street al quartiere ispanico di Mission, dove uno di loro si è scusato con noi, si è frettolosamente tirato giù i pantaloni e si è messo a fare i suoi bisogni per strada. Siamo nel cuore del potere economico del mondo, siamo nella città alla cui propaggini si ergono le divinità dei nostri tempi – i Google, i Facebook, i Linkedin – eppure a pochi passi c’è l’inferno senza redenzione. Perché?

mission

Ho provato a chiedere. Dicono “la droga, la droga…”. Ma molti di loro non hanno nemmeno più un centesimo per comprarsi quella. Altri sostengono che si radunano qui da ogni parte degli Stati Uniti per via del clima (c’è quasi sempre sole e caldo), e perché esiste un sistema di assistenza sociale che li supporta. Ma dov’è questa assistenza sociale? Quelli che ho visto io ne avrebbero più che mai bisogno.

L’assistenza in effetti sembra che ci sia, eppure non si vede. Qualche anno fa l’amministrazione locale ha deciso di garantire l’accesso gratuito alla sanità a coloro che vivono sotto la soglia di indigenza: merce rara e preziosissima in un Paese come gli Stati Uniti dove, per una semplice visita di controllo, possono arrivare a chiederti migliaia di dollari. Per questo motivo si sono riversati in città senzatetto provenienti da ogni parte d’America. Ma il problema esiste da molto, molto tempo. Anche se, a detta di chi conosce bene San Francisco, negli ultimi anni la situazione è peggiorata. Eppure Facebook Fondation ha già effettuato alcune mega donazioni ai senzatetto…

golden gate

Cosa è successo a questa città? Cosa è successo a questa America? Cosa ci è successo?

Se solo Facebook, o Google, o Twitter, destinassero lo 0,0001 per cento dei loro ricavi a migliorare la vita di queste persone, il problema sarebbe risolto. Per ognuno di loro un medico, uno psichiatra, un piatto caldo, un rifugio che non sia un lurido sacco a pelo davanti alla sede di Bank of America.

La disoccupazione negli Usa è ai livelli più bassi, praticamente fisiologica: chi vuole lavora. Ma con chi non vuole, o non può, lo Zio Sam è spietato. Così doveva essere agli inizi, nel Far West: la vita è dura, amico, o muori o sopravvivi.

A San Francisco, ci sono i morti viventi. Ci sono i pazzi e gli affamati, ma quelli veri, non quelli usati nella narrativa dell’innovazione per far vendere più telefonini.

E chi vende i telefonini dovrebbe farsene carico, se solo possedesse qualche grammo di una merce molto rara di questi tempi e in queste lande, molto più rara del coltan e del litio: la compassione.

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