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Mark Caltagirone non esiste, viva Mark Caltagirone!

Va bene, Mark Caltagirone non esiste, invece io penso che sia necessario per tutte noi e tifo per lui.

So cosa sono i romance scam, almeno una volta alla settimana mi contatta qualche capitano di Marina americano vedovo e intenzionato a sposarmi (vecchia mia polemica: perché a me non arrivano le foto dei bonazzi ma solo sessantenni panciuti?). Ultimamente vedo anch’io in tv tante signore vittime di truffe sentimentali arrabbiatissime per aver sprecato sentimenti e soldi dietro a personaggi inesistenti.
Eppure io dico: care signore, tenetevi i Mark Caltagirone, vezzeggiateli, coccolateli, perdonateli, amateli. Sono pazza? No, sono realista. E la realtà, purtroppo, fa schifo.

La realtà è che si invecchia, i volti si riempiono di rughe, i corpi lentamente si sfasciano, anche l’anima invecchia perché perde speranza e si incupisce. La solitudine è brutta, specialmente per una donna di “una certa età”. L’uomo, da anziano, può essere affascinante, se è single può diventare uno scapolo d’oro, come si diceva una volta. La donna invece diventa invisibile: non la guarda più nessuno, non la cerca più nessuno. I figli? Ma via, i figli fanno la loro vita. E non è la stessa cosa essere amati da un figlio e essere amati da un compagno.

Queste signore non più giovani, magari imbolsite, magari spente, magari – diciamolo – non belle, forse mai state belle, hanno incontrato improvvisamente sulla propria strada – complice l’ambiguità di Internet – un uomo. Un uomo bello, giovane, affascinante, gentile, compiacente, innamorato, deciso a farsi una famiglia. E naturalmente si sono innamorate. Come dar loro torto? Certo: avrebbero potuto guardarsi allo specchio e dire: ma come fa quest’uomo così giovane e bello, in questo mondo pieno di proposte e tentazioni, desiderare una donna come me, di 10, o 20 o 30 anni di meno, con molte più rughe di lui, con la stanchezza dell’età sulle spalle? La risposta reale sarebbe: infatti non ti desidera, desidera solo i tuoi soldi. Ma la realtà, come detto, fa schifo.

E allora lasciateci sognare, signori! Lasciate che dimentichiamo gli anni, le delusioni, le amarezze, le sofferenze dipinte sul nostro volto e scolpite sul nostro corpo, e che ascoltiamo le dolci parole d’amore di un bell’uomo finalmente gentile con noi! Guardando le interviste alle “truffate” in tv mi sono accorta di una cosa: finché descrivevano la loro storia a mo’ di esempio da non seguire erano amareggiate, arrabbiate, imbruttite, ma a un certo punto, nel ricordare le lunghe conversazioni in chat con il loro amato, o quel mazzo di fiori inviato a sorpresa, o quel video, o quel pensierino, quella foto, il volto improvvisamente si illuminava. Altro che vecchie: avevano 20 anni di meno. Altro che brutte: erano improvvisamente addolcite, estatiche, quasi belle.
Ok, hanno dovuto pagare: chi 5, chi 10, chi 20mila euro o più per avere questo Principe Azzurro sul loro smartphone giorno e notte. Ma, come già detto e ripetuto, è questa la realtà (schifosa): se vuoi qualcosa e non la puoi ottenere devi pagare.

Sapete una cosa? Quelle donne per qualche mese, o anche qualche anno, hanno vissuto la più bella storia della loro vita, si sono svegliate pensando di essere amate dall’uomo più fatastico del mondo e sono andate a letto con la stessa incrollabile certezza. Sono state bene, più vive, più motivate, più allegre, più felici. Invece di spendere i soldi in psicofarmaci, o alcol, o per la paghetta di nipoti distratti, li hanno spesi per se stesse, per essere felici. Forse sono stati i soldi meglio spesi della loro vita.

A chi sono andati? Nelle trasmissioni tv li chiamano “deliquenti”, “clan criminali” ecc. ecc. E se nella realtà fossero nigeriani o sudafricani o vietnamiti che vengono dalla miseria, che non hanno potuto studiare e non trovano lavoro, che si arrabattano per campare, che devono mantenere dei figli o magari delle madri, signore anziane e sole come le truffate? E se facessimo finta che le donne ingannate hanno versato il loro 8 per mille ai Paesi in via di sviluppo? In fondo hanno fatto, sia pur senza volerlo, del bene a delle famiglie disagiate.

Dice: ma queste povere donne erano del tutto inconsapevoli di quello che stava loro capitando. Davvero? Si è inconsapevoli di cosa sono la vita e l’amore a 60 anni? Si è inconsapevoli che i tratti del nostro volto continueranno a cedere (causa forza di gravità) quando si compra “la crema che scolpisce i contorni del viso”? Una vocetta dentro di noi dice “Ma sei scema?”, ma la silenziamo immediatamente, perché la crema sa di buono e promette bene.

Erano donne fragili, questo sì. Forse disperate. Così fragili e disperate da aver bisogno di credere tenacemente in un sogno. Un sogno, in fondo, romantico. Se fossi in loro dimenticherei i soldi (dai, che poi sarebbero andati in eredità a qualche figlio ingrato o a un parente mai frequentato) e continuerei a credere che quel belloccio deciso a sposarmi esiste veramente. Che Mark Caltagirone esiste. Poi però, personalmente, io non riesco a non guardare in faccia la realtà (che, concludendo, fa schifo). Ma chissà, magari tra qualche anno, mi sposo il capitano di Marina vedovo e chi si è visto si è visto. Almeno sarò povera ma felice.

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