Come cambia il retail

Storia di Jack Ma, l’insegnante di inglese diventato il re dell’ecommerce in Cina

In Italia conosciamo solo Amazon, ma nella sterminata e popolosa Cina il re dell’ecommerce è Alibaba, fondato da Jack Ma. Dopo aver lavorato duramente 20 anni, questo talento che ha iniziato giovanissimo come insegnante e guida turistica (competenza chiave: la conoscenza della lingua inglese) ha lasciato la presidenza a Daniel Zhang, già da tempo dentro l’azienda.

Ecco un ritratto di entrambi e lo scenario futuro in questo articolo per EconomyUp.

Alibaba: è cominciato il dopo Jack Ma, ecco tutte le sfide di Daniel Zhang

È la fine di un’epoca per l’ecommerce cinese ma anche per quello mondiale: come preannunciato da tempo, Jack Ma, fondatore del colosso Alibaba, ha lasciato la presidenza il 10 settembre in coincidenza con i 20 anni dalla sua creatura in favore dell’attuale CEO Daniel Zhang. A lui il delicato compito di guidare una multinazionale da 460 miliardi di dollari e 100 mila addetti.

Lasciare il lavoro (e che lavoro…) a 55 anni: troppo presto? No, se si deve credere a quanto dichiarato dall’imprenditore tempo fa: “Dico sempre a me stesso che non siamo nati per lavorare, ma per goderci la vita. Siamo qui per rendere le cose migliori l’uno per l’altro. Se trascorri l’intera esistenza a lavorare, certamente lo rimpiangerai”. D’altra parte Jack Ma era stato contestato dopo aver dichiarato che bisogna lavorare dalle 9 del mattino alle 9 di sera, sei giorni su sette. Evidentemente la sua strategia è lavorare molto nella prima parte della vita per dedicarsi ad altro nella seconda.

 

Di certo il tycoon  non resterà fermo. Ha già annunciato che si dedicherà all’educazione (un suo vecchio pallino) e alla beneficenza per le famiglie povere che vivono in aree rurali, alla stregua delle opere realizzate da Bill Gates e altri Paperoni mondiali. Ma vediamo chi è Jack Ma e soprattutto quali sfide lascia in eredità al suo successore.

Indice degli argomenti

Chi è Jack Ma, l’ex insegnante che ha fondato Alibaba a casa sua

Nato a Hangzhou nel 1964 durante la rivoluzione culturale cinese (vero nome Ma Yun, poi trasformato in Jack Ma per lavorare con gli occidentali), a soli 12 anni sviluppa una propria idea imprenditoriale decidendo di imparare l’inglese da autodidatta e di offrirsi (gratis) come guida turistica. In un’intervista rilasciata qualche anno fa ha raccontato che per 8 anni ha pedalato 40 minuti al giorno, con qualsiasi condizione atmosferica, per raggiungere l’albergo dove andava a recuperare i turisti. Quell’esperienza lavorativa, dice, l’ha “cambiato profondamente” e l’ha aiutato a capire cosa c’era fuori dalla Cina, all’epoca chiusa al mondo esterno.

Nel 1995, a 31 anni, viene chiamato come interprete per una delegazione commerciale diretta a Seattle e lì ha modo di conoscere Internet, ancora agli albori: una vera folgorazione. Tornato in Cina inizia a lavorare ad un’idea: applicare Internet al commercio. Una follia secondo amici e familiari, un’opportunità da non sprecare secondo lui. Come nella più tradizionale narrativa sull’innovazione, Jack Ma fonda la società nel suo appartamento di Hangzhou. Nel 1999 riesce a convincere 17 persone a diventare suoi soci e finanziare il progetto con 60 mila dollari. Nasce così Alibaba, il primo mercato online per le imprese made in Cina.

Jack Ma è stato il primo imprenditore della Repubblica Popolare Cinese ad apparire sulla copertina di Forbes e nel 2009 è stato scelto dal Times come uno dei 100 uomini più importanti del mondo.

L’anno scorso, in occasione del 19esimo compleanno di Alibaba, il tycoon fa l’annuncio shock del proprio ritiro. Solo un anno prima, nel 2017, sembrava lontano dall’idea del “pensionamento”: sorprese infatti i dipendenti presentandosi alla kermesse del gruppo vestito da Michael Jackson e ballando sulle note di “Billie Jean”.

Chi è Daniel Zhang, il top manager che è come un supercomputer

 

Di lui Jack Ma ha detto: “Ha le capacità logiche e di pensiero critico di un supercomputer, un impegno per la sua visione, il coraggio di osare con tutto il cuore per affrontare modelli di business e settori ad alto tasso di innovazione”.

Di certo lo conosce bene, perché Daniel Zhang è, diremo, di famiglia: fa parte del gruppo Alibaba dal 2007 e, prima di diventarne CEO e oggi presidente, era stato Chief Financial Officer di Taobao, la piattaforma business-to-consumer più popolare del gigante dell’e-commerce cinese. Inoltre il manager è stato presidente e COO di TMall, altra grande piattaforma di Alibaba. Laureato in Finanza alla Shanghai University of Finance and Economics, prima di entrare in Alibaba è stato manager nel gruppo di giochi online Shanda Interactive Entertainment e nella multinazionale di consulenza PriceWaterhouseCoopers. Considerato un personaggio “grigio” (si racconta che i familiari di un dipendente di Alibaba lo abbiano scambiato per un inserviente), nel suo percorso da CEO ha portato il gruppo alla crescita e all’espansione in altri settori ad li là del commercio elettronico, come cloud computing, pagamenti on line, intrattenimento digitale e logistica.

Le sfide attuali e quelle future di Daniel Zhang

Negli ultimi tempi l’e-commerce cinese ha rallentato bruscamente. Le vendite al dettaglio online dell’ex Celeste impero sono infatti cresciute “solo” del 17,8% nella prima metà del 2019, quasi dimezzandosi rispetto al 32,4% registrato nel 2018secondo la stima dell’ufficio statistico nazionale.

In questo contesto è già stata avviata la diversificazione del business. Oltre alle attività dedicate a Cloud Intelligenza artificiale, la scorsa settimana Alibaba ha annunciato investimenti per 2,7 miliardi di dollari nella piattaforma di vendita al dettaglio di beni di lusso Kaola e in una società di streaming musicale. “In ogni caso per Alibaba sarà più difficile di prima scovare business davvero innovativi”, ha affermato Liu Yiming, analista presso la divisione di ricerca di 36kr, gruppo editoriale cinese specializzato in tecnologia. “Per Daniel Zhang questa sarà una grande sfida”.

La scommessa sull’ecommerce di Kaola

Kaola è leader nell’importazione e vendita online in Cina di vestiti, elettronica di consumo e accessori sportivi prodotti all’estero con brand occidentali che piacciono anche ai cinesi come Ugg, Gucci, Michael Kors, Swarovski, Tissot, Longines, Apple, Lindt, Evian, Nike, Adidas e altri. Con l’acquisizione di Kaola dalla società web NetEase, Alibaba arriverà a controllare il 60 per cento degli acquisti via web di merci straniere in Cina. Kaola, che pure continuerà ad operare con il suo brand, sarà guidata dal CEO Alvin Liu, che è l’import ed export general manager di Tmall.

Alibaba e la musica in streaming

In tutto Alibaba muove 2,7 miliardi di dollari: due miliardi per comprare Kaola e altri 700 mila dollari per prendere una parte dell’applicazione musicale della stessa NetEase (che si chiama “Netease Cloud Music”). L’investimento nella app musicale, molto popolare tra i giovani, permetterà ad Alibaba di rafforzare la propria applicazione “Xiami”. Grazie a questa iniezione di liquidità, “Netease Cloud Music” potrà rinnovare il suo catalogo di brani musicali con maggiore rapidità. E potrà anche rispettare il diritto d’autore con il rigore reclamato dal Garante cinese della concorrenza.

Alibaba e il primo negozio fisico in Europa

Inoltre Alibaba ha appena scelto di puntare sui mercati europei. Il 21 agosto ha aperto il suo primo negozio fisico in Europa: lo ha fatto a Madrid Xanadu, uno dei più grandi centri commerciali del Vecchio Continente situato appunto a Madrid, capitale della Spagna. Il negozio si chiama Aliexpress e si estende per 740 mq. Propone principalmente prodotti tecnologici, anche se c’è anche uno spazio per la casa e la bellezza. La scelta della Spagna non è casuale, visto che il mercato spagnolo è il terzo più importante al mondo per Alibaba con 10 milioni di utenti, dietro solo agli Stati Uniti e alla Russia (senza contare la Cina, ovviamente).

Il centro commerciale Xanadú di Madrid, di proprietà del gruppo britannico Intu, si trova ad Arroyomolinos, il comune più giovane di tutta la Spagna. Anche se la cifra esatta non è nota, da Aliexpress hanno assicurato che l’investimento fatto nei locali è inferiore a un milione di euro. (L.M.)

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